Novità editoriali: i titoli da non perdere nel mese di settembre

Si avvicina sempre di più la fine dell’estate 2026, ci auguriamo che durante le vacanze abbiate avuto più di tempo da dedicare alla lettura. Del resto, nelle librerie non sono certo mancate le proposte, con titoli per tutti i gusti e di ogni genere. Speriamo che abbiate scelto bene e che siate riusciti a lasciarvi trasportare tra le pagine di libri capaci di regalarvi qualche ora di piacevole evasione. 

Settembre è ufficialmente iniziato e con sé porta le novità più attese dell’anno! Abbiamo scelto di raccogliere qui di seguito alcuni dei titoli in uscita che hanno attirato la nostra attenzione. Una selezione, naturalmente, che non pretende di essere esaustiva: nelle prossime settimane saranno moltissime le nuove uscite e altrettante le proposte meritevoli di attenzione.

Quello che non si può dire

Fuori l’1 settembre

Due giovani donne olandesi scompaiono nel 2014 nella giungla tra Panama e Colombia, lasciando dietro di sé un mistero irrisolto e novantuno indecifrabili fotografie scattate nel cuore della notte. Un regista teatrale rimane affascinato da quelle immagini e decide di realizzare uno spettacolo proprio nel luogo della scomparsa. A raccontare la spedizione attraverso le pagine di un diario è una scrittrice, ingaggiata insieme a una nutrita compagnia pronta ad affrontare il viaggio. Ma una volta entrati nella foresta, il silenzio e il clima soffocante li trascinano verso un abisso in cui vacilla la ragione. Con Quello che non si può dire, Dorothee Elmiger costruisce un romanzo oscuro e perturbante.

A metà dei suoi anni

Fuori il 15 settembre

Waldo ha diciassette anni ed è insaziabile: è impulsiva, sola, arrabbiata, con un bisogno incontenibile di essere vista e desiderata. A catturare tutta la sua attenzione è il professor Korgy, il suo insegnante di scrittura creativa. Waldo non sa spiegarsi questa attrazione, il suo insegnante è un uomo sposato e molto più grande di lei. Forse è la passione che lui le trasmette, la sua esperienza o il modo in cui guarda il mondo. O forse, più semplicemente, perché è l’unico che sembra averla notata davvero. Attraverso umorismo e grande sensibilità, Jannette McCurdy costruisce il ritratto psicologico di un’adolescente che cerca di superare ogni ostacolo pur di trovare il proprio posto nel mondo.

Bestia di mamma

Fuori il 16 settembre

«Mia mamma si suicidava spesso»

È così che inizia Bestia di mamma, il romanzo d’esordio di David Goudreault, considerato tra le firme più dissacranti del Québec. La storia è quella di un ragazzo con tendenze psicopatiche, cresciuto lontano dalla madre, incapace di prendersi cura di lui a causa dei suoi frequenti tentativi di suicidio. Dai sette anni passa da una famiglia affidataria all’altra, senza riuscire mai a trovare un luogo a cui appartenere. Crescendo, diventa sempre più cinico e manipolatore, fino a sviluppare una pericolosa attrazione per l’illegalità. Primo di una trilogia e bestseller in Canada e in Francia, il romanzo arriva in Italia il 16 settembre per Marcos y Marcos, nella traduzione di Sara Giuliani.

Le notti folli dello scoiattolo rosso

Fuori il 18 settembre

Cesare è stato un artista celebrato, ma il tempo è passato e ora è un uomo di sessant’anni dimenticato dal suo pubblico e soffocato dai debiti. Oppresso da questa situazione, prende una decisione definitiva: trasforma il suo corpo nell’ultima opera d’arte. A offrirgli questa possibilità è Eldorado, una piattaforma nascosta nel dark web, dove il dolore può diventare spettacolo, denaro e notorietà. Cesare finisce per essere trascinato in un mondo sempre più violento e ossessivo, popolato da personaggi senza scrupoli e spettatori disposti a tutto pur di assistere all’orrore. A complicare ulteriormente la discesa di Cesare è la presenza ricorrente di uno strano scoiattolo rosso, che finisce per assumere un significato sempre più misterioso. Con Le notti folli dello scoiattolo rosso, Marilù S. Manzini, scrittrice, artista e giornalista, costruisce una favola nera sul culto della visibilità, sulla ricerca del successo e sulla trasformazione del dolore in intrattenimento. 

Dura un’eternità e poi finisce in un istante

Fuori il 22 settembre

«Solo i non morti possono capire il vero senso della vita»

Attraverso la voce dei personaggi di Dura un’eternità e finisce in un istante, Anne de Marcken, scrittrice e artista statunitense, propone una profonda riflessione sul significato dell’esistenza e su come la morte trasformi ogni cosa, tranne, forse, l’amore. La protagonista è una donna non morta che ha ormai dimenticato quasi tutto della sua vita precedente, compreso il suo nome e quello della persona che amava. Mentre il suo corpo si decompone e cade a pezzi, decide di mettersi in viaggio verso ovest, alla ricerca del luogo in cui un tempo è stata felice. Definito un’“allegoria poetica sulla vita dopo la morte”, il romanzo ha vinto diversi premi tra cui l’l’Ursula K. Le Guin Prize for Fiction e il Novel Prize, distinguendosi la sua originalità.

Le cose in natura semplicemente

Fuori il 22 settembre

Vincitore del Premio Pulitzer 2026 nella categoria “Memoir or Autobiography”, Le cose in natura semplicemente crescono racconta il dolore di Yiyun Li e di suo marito per la perdita dei due figli Vincent e James. Di fronte a una perdita impossibile da accettare e da raccontare, Li si interroga sul rapporto tra linguaggio, memoria e assenza, cercando nelle parole un modo per continuare a dare spazio ai figli. Attraverso un memoir intimo e toccante, l’autrice racconta il difficile tentativo di continuare a vivere accanto a una perdita che non può essere dimenticata.

Le bambine dell’aranceto

Fuori il 29 settembre

Vincitore del National Book Award 2025 come miglior romanzo in traduzione, Le bambine dell’aranceto racconta la storia di Catalina de Erauso, che a quindici anni fugge dal convento domenicano in cui è stata rinchiusa fin dall’infanzia e decide di vivere da uomo. Dopo diversi pseudonimi decide che si chiamerà Antonio de Erauso e che attraverserà l’oceano per intraprendere una vita avventurosa come marinaio. Anni dopo, nascosto nella foresta con due bambine del popolo Guaraní e un piccolo branco di animali, Antonio scrive lunghe lettere alla zia priora narrando le sue avventure, mentre le bambine lo interrogano sul mondo, sul desiderio e sulla violenza che li ha costretti a nascondersi. Attraverso questa voce sospesa tra confessione e mito, Gabriela Cabezón Cámara reinventa la storia di un personaggio realmente esistito e costruisce un romanzo radicale sulla violenza della conquista coloniale.

Mestra

Fuori il 29 settembre

Mestra, figlia del re di Tessaglia, assiste impotente al declino del padre, divorato da una fame insaziabile che lo spinge a vendere ogni cosa, persino lei. Dopo la violenza subita da Poseidone, scopre di possedere un dono straordinario: può assumere qualunque forma desideri. In ogni nuovo corpo trova per un istante una via di fuga, una diversa possibilità di esistere. Ma il padre, colpito da una maledizione, sfrutta il suo potere dandola in sposa più volte nella speranza che il sacrificio possa salvarlo. Così il suo potere diventa una prigione, una feroce spirale di sfruttamento e dolore che rischia di annientarla. Finché la ragazza non comprende che la cosa più difficile non è trasformarsi, ma smettere di annullarsi pur di salvare chi ama.

La redazione


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